Servizio Civile in ADOC Campania – Progetto “Mai più soli”

Servizio Civile in ADOC Campania – Progetto “Mai più soli”

Il Servizio Civile in ADOC Campania si svolge tramite i progetti “Mai Più Soli” (2016-2017) e “Mai Più Soli 2” (2017/2018) prende spunto dalle attività proprie e dall’impegno costante che l’ADOC rivolge a tutti i cittadini nell’offrire loro assistenza e consulenza sulle tematiche consumeristiche e di tutela dei diritti.

I progetti hanno avuto l’obiettivo di offrire agli utenti un ampio portafoglio di servizi specificatamente pensati per aiutarli a districarsi nella complessità e vastità delle tematiche consumeristiche nel territorio regionale della Campania. L’ADOC Napoli e Campania, infatti, è principalmente impegnata per la difesa della privacy, per l’introduzione della class action nel nostro ordinamento, contro il caro vita e l’erosione dei redditi, per il diritto alla salute con particolare attenzione ai problemi dell’assistenza domiciliare, per la sicurezza alimentare, per garantire un servizio televisivo attento ai diritti degli utenti, per migliorare i servizi bancari, assicurativi, telefonici, dei trasporti e dei gestori di energia, gas e acqua.

Progetti passati:

Anno 2016/2017 – Progetto “Mai più Soli”

Anno 2017/2018 – Progetto “Mai più Soli 2”

Download SCHEDA DI SINTESI “Mai più soli 2”

Video-racconto: Viaggio nella Memoria ad Auschwitz-Birkenau (2-5 ottobre 2018) – UIL Campania

Video-racconto del “Viaggio nella Memoria”, organizzato dalla UIL Nazionale dal 2 al 5 ottobre 2018.

I volontari del Servizio Civile Nazionale presso ADOC Campania e UN.IT.I. Campania hanno potuto toccare con mano le atrocità consumate nei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, con le preziose testimonianze di Sami Modiano, reduce dell’Olocausto, e Marcello Pezzetti, storico e studioso della Shoah.

Regia, riprese, montaggio e Voce Fuori Campo: GIOVANNI ABBATANGELO

Interviste di Samuele De Giorgio

 

Un ringraziamento speciale a:

UIL Nazionale, UIL Campania, ADOC Campania, UN.IT.I Campania

 

Si ringrazia per le testimonianze:

Carmelo Barbagallo – Segretario Generale UIL Nazionale

Pierpaolo Bombardieri – Segretario Confederale UIL Nazionale

Roberto Campo – Presidente Istituto “Italo Viglianesi”

Pino Turi – Segretario Generale UIL Scuola

Mena Ardolino – Volontaria Servizio Civile UIL Campania

Federica Scerbo – Volontaria Servizio Civile UIL Campania

Convocazione dell’Assemblea Generale ADOC Napoli e Campania – 2018

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA 

CON AVVISO PUBBLICO PRESSO

LA SEDE LEGALE

Napoli 25/09/2018

Prot.68/18

 

Con la presente Vi comunichiamo che in data 19/10/2018 presso la ns. Sede Adoc Napoli e Campania sita in

Piazzale Immacolatella Nuova n°5 salone E.Festa alle ore 8.00 in prima convocazione e alle ore 09.00 in seconda

si terrà l’Assemblea dei Soci della provincia di Napoli, a seguire alle ore 10.00 si terrà l’Assemblea Regionale.

 

Interverranno il Segretario Generale della Uil Campania Giovanni Sgambati ed il Presidente Adoc Nazionale

Roberto Tascini.

 

Cordiali saluti.

 ADOC NAPOLI  E CAMPANIA

 

Servizio Civile, pubblicato il bando 2018-19: come e dove fare domanda all’Adoc Campania

Pubblicato il bando del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale per la selezione di volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Universale.

(Scadenza 28 Settembre 2018)

Il 20 Agosto 2018 è stato emanato il Bando del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, Bando per la selezione di 28.967 volontari da impiegare in progetti di servizio civile universale in Italia e all’estero.

Scadenza 28/09/2018 ore 18:00

Chi può partecipare

Possono presentare domanda tutti coloro che hanno compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno d’età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda e che siano in possesso dei requisiti indicati dal bando.

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Prestito Ipotecario Vitalizio

Cos’è e come funziona il Prestito Ipotecario Vitalizio

Il Consiglio Nazionale del Notariato e 14 Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione per la difesa dei consumatori, Unione Nazionale Consumatori) lo scorso luglio, hanno presentato  a Roma, nell’ambito della campagna informativa Casa Bene Primario, un vademecum dedicato al “Prestito Ipotecario Vitalizio”.

Il foglio informativo nasce con l’obiettivo di orientare i cittadini verso una scelta consapevole delle opportunità e dei rischi che offre questo strumento finanziario riservato agli over 60, in vigore da marzo 2016, e rappresenta un’anteprima della 15° Guida per il Cittadino dedicata agli strumenti patrimoniali a tutela della terza età.

 Ecco in breve di cosa si tratta:

Cos’è il Prestito Vitalizio Ipotecario (P.V.I.)?

È un finanziamento concesso da banche o intermediari finanziari (il “finanziatore”), a persone di età superiore a 60 anni compiuti (“soggetto finanziato”), garantito da ipoteca di primo grado iscritta su un immobile ad uso residenzialea garanzia della restituzione del prestito, degli interessi e delle spese.

Se la persona che richiede il prestito è coniugata, costituente l’unione civile o convivente more uxorio da almeno 5 anni e l’immobile da ipotecare in garanzia del P.V.I. costituisce la residenza di entrambi i coniugi, i costituenti l’unione civile o i conviventi, il relativo contratto di finanziamento deve essere sottoscritto da entrambi, anche se l’immobile è di proprietà di uno solo, purché anche l’altro partner abbia compiuto 60 anni di età.

Si può stabilire a priori la durata del P.V.I.?

No, perché dipende dalla durata della vita del soggetto finanziato; se il finanziamento è cointestato al coniuge, al costituente l’unione civile o al convivente, si fa riferimento alla durata della vita del più longevo.

Quando il finanziatore può chiedere il rimborso integrale in un’unica soluzione del finanziamento?

Lo può fare alla morte del soggetto finanziatoo se vengano trasferiti, in tutto o in parte, la proprietà o altri diritti reali o di godimento (es. diritto di usufrutto o di abitazione) sull’immobile dato in garanzia o si compiano atti che ne riducano significativamente il valore, inclusa la costituzione di diritti reali di garanzia in favore di terzi che vadano a gravare sull’immobile.

Il rimborso integrale del P.V.I come avviene?

Ci sono due possibilità di rimborso:

  • senza capitalizzazione: il soggetto finanziato rimborsa gradualmente gli interessi e le spese prima del verificarsi degli eventi su indicati; quindi al momento del rimborso dovrà essere restituito solo il capitale;
  • con capitalizzazione: alla scadenza del finanziamento dovranno essere rimborsati in unica soluzione sia il capitale che gli interessi e le spese capitalizzati annualmente. Il finanziamento dovrà essere integralmente rimborsato entro dodici mesi dal verificarsi degli eventi su indicati. In caso di morte del soggetto finanziato, se il finanziamento è cointestato, il rimborso avverrà al momento della morte del più̀ longevo.

Cosa succede alla morte del soggetto finanziato?

Entro 12 mesi dalla morte del soggetto finanziato i suoi eredi devono rimborsare integralmente il finanziamento o, d’accordo con il finanziatore, provvedere in proprio alla vendita della casa.

Decorso tale periodo solo il finanziatore ha facoltà di vendere la casa, senza necessità di dover ricorrere a un’ordinaria procedura esecutiva giudiziaria, al prezzo determinato da un perito indipendente incaricato dal finanziatore, soddisfacendo il suo credito e dando l’eventuale eccedenza agli eredi.

Se entro altri 12 mesi la vendita non si sarà perfezionata, il prezzo si ridurrà ogni anno del 15%, fino a quando la casa non sia venduta. Se il ricavato della vendita, al netto delle spese sostenute, non coprirà il credito del finanziatore questo nulla potrà chiedere agli eredi.

Il ritardato rimborso degli interessi e delle spese può essere causa di risoluzione del contratto di P.V.I.?

Sì, se si è scelto il rimborso senza capitalizzazione, il finanziatore potrà chiedere la risoluzione del contratto nel caso di ritardato pagamentodella rata di rimborso degli interessi e delle spese qualora tale ritardo si sia verificato almeno 7 volte, anche non consecutive.

Dove viene iscritta l’ipoteca?

L’ipoteca viene iscritta nei pubblici registri immobiliaricon atto ricevuto o autenticato dal notaio.

La documentazione precontrattuale.

Per le caratteristiche del P.V.I. è molto importante ponderare la scelta e confrontare le diverse condizioni offerte, richiedendo al potenziale finanziatore i documenti precontrattuali che dovranno indicare chiaramente il capitale, le spese e gli interessi da pagarenel corso degli anni. Deve essere anche valutato con attenzione l’ammontare del prestito concesso: esso dipende dal valore di perizia della casa ma anche dall’età dei soggetti che lo richiedono e può variare da istituto a istituto.

Fonte:http://www.adocnazionale.it/prestito-ipotecario-vitalizio-cose-e-come-funziona/

#InVacanzaConTe

Turismo, i tuoi diritti vengono #InVacanzaConTe

Con la stagione turistica entrata nel vivo l’Adoc lancia la campagna informativa “I tuoi diritti #invacanzaconte”, destinata a tutti i cittadini in partenza per le vacanze. Dal trasporto al pernotto, dai documenti di viaggio all’assistenza sanitaria, l’Associazione pubblica sul proprio sito 12 utili vademecum per far valere i propri diritti anche in vacanza.

Una campagna informativa su come far valere i propri diritti durante le vacanze, dal trasporto ai pernotti 12 utili guide per non rimanere fregati

“Andare in vacanza deve essere un momento di svago e relax, ma può capitare che sorgano problemi. Per questo abbiamo lanciato la campagna “I tuoi diritti #invacanzaconte”, per tenere informati i consumatori su come far valere i propri diritti durante le vacanze – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – Noi ci auguriamo che i consumatori non abbiano alcun problema durante il loro meritato periodo di riposo ma, qualora si manifestassero disavventure e situazioni di disagio, intendiamo dar loro gli strumenti per far valere i propri diritti. Per questo abbiamo predisposto, sul nostro sito, una serie di utili vademecum da consultare all’occorrenza, per non rimanere spiazzati di fronte a eventuali problemi. Dal trasporto al pernotto, dai documenti di viaggio all’assistenza sanitaria, dai diritti dei passeggeri disabili a come lasciare la casa in sicurezza durante le vacanza, l’Adoc mette a disposizione 12 guide per ogni situazione”.

FONTE: http://www.adocnazionale.it/turismo-i-tuoi-diritti-vengono-in-vacanza-con-te/

Stop Tutor, Adoc si augura non ci siano ripercussioni negative su sicurezza stradale

Dopo lo spegnimento del servizio Tutor sulla rete autostradale l’Adoc, facente parte della Consulta per la Sicurezza e la Qualità del Servizio di Autostrade per l’Italia che ha promosso l’introduzione del sistema di rilevamento della velocità, si augura che non ci siano ripercussioni sulla sicurezza stradale, soprattutto in previsione del prossimo esodo estivo.

“Il sistema Tutor, nel corso degli anni, ha contribuito a ridurre dell’80% la mortalità sulla rete autostradale, pari a 300 vite salvate ogni anno – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – e ha contribuito a modificare le abitudini e i comportamenti alla guida degli italiani, dato che la velocità media si è ridotta del 15% e la velocità di picco del 25%. Pertanto ci auguriamo che la disattivazione del sistema non vada ad incidere negativamente sugli alti standard di sicurezza stradale raggiunti e che, presto, possa essere attivato un sistema similare in grado di garantire un equivalente, se non maggiore, livello di sicurezza. Confidiamo sia nel lavoro prezioso di Polizia Stradale e Autostrade nel garantire, con sistemi alternativi al Tutor, la sicurezza e l’incolumità dei cittadini che viaggiano in autostrada sia nel senso di responsabilità di chi si mette alla guida.”

Fonte:http://www.adocnazionale.it/stop-ai-tutor-adoc-si-augura-non-ci-siano-ripercussioni-negative-su-sicurezza-stradale/

La Commissione Ue si attiva contro l’inquinamento ambientale

La Commissione europea ha presentato una proposta finalizzata a limitare fortemente l’uso della plastica monouso come le cannucce, piatti e posate usa e getta, bastoncini per palloncini e di cotone, bottiglie di plastica.

La scelta è quella di mettere al bando questi oggetti di uso quotidiano di cui esistono “alternative facilmente disponibili”. Questi materiali dovranno invece essere realizzati esclusivamente con sostituti più sostenibili. Mentre i contenitori di bevande monouso saranno permessi sul mercato solo se i loro tappi rimarranno attaccati al contenitore.

Va ricordati che questi prodotti in plastica, insieme alle attrezzature da pesca che spesso vengono abbandonate nelle acque, rappresentano il 70% dei rifiuti marini in Europa.

Grazie alla direttiva proposta si trarranno benefici ambientali ed economici: si eviterà l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente; si scongiureranno danni ambientali per un costo equivalente a 22 miliardi di EUR entro il 2030; si genereranno risparmi per i consumatori dell’ordine di 6,5 miliardi di euro.

La strategia della Commissione, che si inserisce all’interno della European Plastics Strategy per combattere l’inquinamento causato da questo materiale, prevede una differenziazione sul trattamento dei dieci prodotti più inquinanti che vengono ritrovati sulle coste: per quelli che non hanno delle alternative dirette saranno previste delle riduzioni di consumi, delle specifiche etichettature e degli obblighi nella gestione dei rifiuti.

Gli Stati membri dell’UE dovranno impegnarsi:

  • nel fissare obiettivi di riduzione dei contenitori in plastica monouso per cibo e bevande, mettendo a disposizione prodotti alternativi nei punti vendita;
  • nel raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica per bevande entro il 2025, ad esempio attraverso depositi su cui vengono applicati sistemi di rimborso.

La strategia coinvolge anche i produttori di plastica che dovranno fornire il loro contributo nelle spese per la gestione e la pulizia dei rifiuti, si dovranno concentrare su misure di sensibilizzazione che riguardino i contenitori in plastica come, ad esempio, quelli per patatine, bibite e dolci. Gli obblighi riguarderanno anche le etichettature: alcuni prodotti come assorbenti igienici o salviettine umidificate dovranno avere indicata in etichetta la modalità di smaltimento del rifiuto, l’impatto ambientale negativo del prodotto e la presenza di materie plastiche nei prodotti.

Le misure proposte contribuiranno alla transizione dell’Europa verso un’economia circolare e al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (UN Sustainable Development Goals) e degli impegni dell’UE in materia di clima e di politica industriale.

“La plastica può essere fantastica ma dobbiamo usarla in modo più responsabile – ha commentato il vicepresidente Jyrki Katainen, responsabile per l’occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività – Le materie plastiche monouso non sono una scelta economica e ambientale intelligente e le proposte di oggi aiuteranno imprese e consumatori a spostarsi nella direzione di alternative sostenibili. Questa rappresenta un’opportunità per l’Europa per aprire la strada, creando prodotti che il mondo richiederà per i decenni a venire, e capaci di creare valore economico dalle nostre risorse preziose e limitate”.

Perché la Commissione propone una nuova direttiva per affrontare i rifiuti marini?

Più dell’80% dei rifiuti marini sono materie plastiche. La Commissione europea propone nuove norme a livello UE che riguardano i 10 prodotti in plastica monouso che si trovano più spesso nelle spiagge e nei mari europei, nonché le attrezzature da pesca perse e abbandonate. Questi prodotti sono la parte più grande del problema. Insieme costituiscono il 70% di tutti gli oggetti di rifiuti marini. A causa della sua lenta decomposizione, la plastica si accumula nei mari, negli oceani e sulle spiagge dell’UE e di tutto il mondo. Residui di plastica si trovano nelle specie marine – come le tartarughe marine, le foche, le balene e gli uccelli, ma anche nei pesci e nei crostacei, e quindi nella catena alimentare umana. Mentre le materie plastiche sono un materiale conveniente, adattabile, utile ed economicamente valido, devono essere meglio utilizzate, riutilizzate e riciclate. Quando è disseminato, l’impatto economico della plastica comprende non solo il valore economico perso nel materiale, ma anche i costi di pulizia e perdite per turismo, pesca e spedizione. La Commissione propone una serie completa di misure per affrontare questo problema. La direttiva sulle materie plastiche monouso è parte integrante dell’approccio più ampio annunciato nella strategia sulle materie plastiche e un elemento importante del piano d’azione per l’economia circolare. Si basa sulla riuscita riduzione del consumo di sacchetti di plastica in plastica monouso introdotti dalla legislazione dell’UE nel 2014 e sulla nuova legislazione UE sui rifiuti, che include obiettivi per il riciclaggio delle materie plastiche.

Sostituire gli articoli in plastica monouso più comuni con alternative innovative che hanno un valore aggiunto più elevato è un’opportunità economica. Può creare circa 30.000 posti di lavoro locali. I prodotti multiuso o di migliore qualità possono basarsi sul ruolo guida dell’UE nella bioeconomia, nonché su modelli e sistemi di business innovativi, come i sistemi di riutilizzo. Orizzonte 2020 ha fornito oltre 250 milioni di euro per finanziare attività di ricerca e sviluppo in settori di diretta rilevanza per la strategia sulle materie plastiche. Tra oggi e il 2020, ulteriori 100 milioni di euro saranno destinati al finanziamento di azioni prioritarie nell’ambito della presente strategia, compresi lo sviluppo di materiali plastici più intelligenti e più riciclabili, processi di riciclaggio più efficienti e la rimozione di sostanze pericolose e contaminanti da materie plastiche riciclate. Questa legislazione offrirà la chiarezza, la certezza e le economie di scala necessarie per gli investimenti e l’innovazione nel mercato unico. E eliminerà l’incertezza per le imprese di fronte alle misure nazionali che alcuni Stati membri hanno adottato per vietare alcuni articoli in plastica monouso. Agendo a livello europeo evitiamo la frammentazione del mercato e garantiamo parità di condizioni. Attraverso questa proposta l’Europa sta rispettando i propri impegni a livello globale per affrontare i rifiuti marini provenienti dall’Europa.

Quale sarà l’impatto di questa direttiva sui rifiuti marini?

L’attuazione di questa proposta mirerà a ridurre i rifiuti di oltre la metà dei dieci articoli in plastica monouso, evitando danni ambientali che altrimenti costerebbero 223 miliardi di euro entro il 2030. Eviterà inoltre l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente entro il 2030.

Quali sono gli elementi principali della proposta della Commissione?

Si tratta di un’iniziativa mirata e proporzionata che affronta direttamente le principali fonti di rifiuti marini in Europa: i primi dieci articoli in plastica monouso trovati sulle spiagge dell’UE; e abbandonati, persi e smaltiti attrezzi da pesca – che insieme costituiscono il 70% di tutti i rifiuti marini. La proposta affronta le cause profonde del problema. Ciò significa osservare come questi articoli sono prodotti, distribuiti e usati da aziende e consumatori, come vengono smaltiti e come alcuni di loro finiscono sulle spiagge, nei mari e negli oceani.

Vengono proposte le seguenti serie di misure, corrispondenti alle caratteristiche di ciascun articolo di plastica monouso:

  • Divieto di plastica di alcuni prodotti: laddove le alternative siano prontamente disponibili e accessibili, i prodotti in plastica monouso saranno banditi dal mercato. Il divieto si applicherà ai boccioli di cotone in plastica, alle posate, ai piatti, alle cannucce, agli agitatori per bevande e ai bastoncini per palloncini, che dovranno invece essere realizzati esclusivamente con materiali più sostenibili. I contenitori per bevande monouso in plastica saranno ammessi sul mercato solo se i loro tappi e coperchi restano attaccati;
  • Obiettivi di riduzione dei consumi: gli Stati membri dovranno ridurre l’uso di contenitori di plastica per alimenti e bicchieri per bevande. Possono farlo impostando obiettivi di riduzione nazionali, mettendo a disposizione prodotti alternativi nel punto di vendita o garantendo che i prodotti in plastica monouso non possano essere forniti gratuitamente;
  • Obblighi per i produttori: i produttori contribuiranno a coprire i costi di gestione e pulizia dei rifiuti, nonché misure di sensibilizzazione per contenitori di alimenti, pacchetti e confezioni (come per patatine e dolci), contenitori per bevande e tazze, prodotti del tabacco con filtri (come mozziconi di sigarette), salviettine umidificate, palloncini e sacchetti di plastica leggeri. L’industria riceverà anche incentivi per sviluppare alternative meno inquinanti per questi prodotti;
  • Obiettivi di raccolta: gli Stati membri saranno obbligati a raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica per bevande monouso entro il 2025, ad esempio attraverso sistemi di rimborso dei depositi;
  • Requisiti per l’etichettatura: alcuni prodotti richiedono un’etichettatura chiara e standardizzata che indica come devono essere smaltiti i rifiuti, l’impatto ambientale negativo del prodotto e la presenza di materie plastiche nei prodotti. Ciò si applica agli assorbenti igienici, salviettine umidificate e palloncini;
  • Misure di sensibilizzazione: gli Stati membri saranno obbligati a sensibilizzare i consumatori sull’impatto negativo dei rifiuti di plastica e attrezzi da pesca monouso, nonché sui sistemi di riutilizzo disponibili e le opzioni di gestione dei rifiuti per tutti questi prodotti.

In che modo la Commissione ha identificato i prodotti su cui mirare?

La proposta si concentra sui 10 articoli in plastica monouso più presenti sulle spiagge europee, che rappresentano l’86% di tutti gli oggetti di plastica monouso sulle spiagge e circa la metà di tutti i rifiuti marini di plastica. Il Centro comune di ricerca della Commissione ha raccolto e elaborato i dati nel contesto dell’attuazione della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino e si è basato sui lavori delle quattro convenzioni marittime regionali e un gruppo tecnico sui rifiuti marini. Un campione rappresentativo è stato utilizzato per coprire 276 spiagge di 17 Stati membri dell’UE e 4 mari regionali nel 2016. Le 355.671 voci osservate sono state classificate in base alla loro abbondanza. I risultati tengono conto di altri esercizi di monitoraggio e concludono che la top 10 degli articoli più trovati è rimasta stabile negli anni e nei diversi mari regionali.

Questa proposta affronta la sfida delle microplastiche?

Un’alta percentuale di microplastiche nei nostri oceani deriva dalla frammentazione di pezzi di plastica più grandi, quindi ridurre i rifiuti di plastica ridurrà la presenza di microplastiche. Alcune microplastiche sono intenzionalmente aggiunte ai prodotti (ad esempio in prodotti cosmetici, vernici o detergenti) e la Commissione ha iniziato separatamente i lavori per limitare tali richieste richiedendo all’Agenzia europea delle sostanze chimiche di rivedere le basi scientifiche per considerare una restrizione ai sensi della legislazione sulle sostanze chimiche dell’UE. Lo stesso processo è in corso per le cosiddette plastiche oxo-degradabili. Altre microplastiche finiscono nell’oceano a causa dell’uso del prodotto (ad esempio la polvere derivante dall’usura dei pneumatici e il lavaggio dei tessuti) o dalla produzione di plastica primaria (ad esempio, fuoriuscite di pellet di plastica di pre-produzione). La Commissione affronterà questo tipo di inquinamento attraverso metodi standardizzati per misurare le quantità di microplastiche emesse, una migliore etichettatura, possibili misure normative e una maggiore cattura attraverso il trattamento delle acque reflue. Per i pellet, garantiremo la diffusione delle migliori pratiche per le aziende con pellet di plastica e considereremo uno schema di certificazione obbligatorio lungo tutta la catena di approvvigionamento.

Fonte: http://www.adocnazionale.it/addio-plastica-monouso-la-commissione-ue-si-attiva-contro-linquinamento-ambientale/

IV tappa “VIVI SANO, MANGIA CAMPANO”

Oggi 25 maggio, ADOC Napoli e Campania  ha incontrato gli alunni della II A e II G dell’ICS Viviani di Tavernanova per  la IV tappa del progetto “VIVI SANO, MANGIA CAMPANO”.

 

La responsabile ADOC Napoli e Campania, Imma D’Aquino, dopo aver accolto gli studenti, ha dato precise informazioni suelle attività svolte dall’Associazione.

A rendere l’evento ancora più interessante è stato l’intervento della biologa Annachiara Coppola, dello Zoo Profilattico, che ha informato e sensibilizzato gli alunni sul consumo e i benefici dei prodotti agro-alimentari campani, con un approfondimento sulla dieta mediterranea e la piramide alimentare.

Inoltre gli alunni del Viviani sono stati informati del sistema di certificazione della salubrità dei prodotti campani tramite QR CODE CAMPANIA.

Successivamente l’eseperta biologa per ADOC, Daniela Criscuolo, che ha spiegato nel dettaglio come funzionano le analisi dei prodotti agro-alimentari. La Dottoressa Criscuolo  ha anche esposto le varie problematiche che i prodotti non certificati possono causare alla salute dell’uomo e dell’ambiente.

Infine gli alunni dell’Istituto hanno compilato il questionario per la valutazione degli stili di vita e le abitudini alimentari.

Anche questa tappa è stata caratterizata dalla grande partecipazione dei giovani studenti e dei docenti.

 

III tappa Adoc per “VIVI SANO, MANGIA CAMPANO”

ADOC Napoli e Campania ha appena concluso la III tappa del progetto “VIVI SANO, MANGIA CAMPANO”.

In collaborazione con lo Zoo Profilattico di Portici, ieri 21 maggio, è stato  presentato il progetto “VIVI SANO, MANGIA CAMPANO” all’Istituto Don Milani Dorso di San Giorgio a Cremano.

L’evento è iniziato con i saluti di Giuseppe Stellano, presidente ADOC Napoli e Campania.

Di seguito la responsabile ADOC Napoli e Campania, Imma D’Aquino, ha informato i giovani studenti delle attività svolte dall’Associazione.

A seguire  un’intervento molto interessante della biologa eseperta per ADOC, Daniela Criscuolo, che ha spiegato nel dettaglio come funzionano le analisi dei prodotti agro-alimentari. Inoltre la biologa ha esposto le varie problematiche che i prodotti non certificati possono causare alla salute dell’uomo e dell’ambiente.

L’ultimo intervento è stato della Biologa Annachiara Coppola, dello Zoo Profilattico, che ha informato e sensibilizzato gli alunni sul consumo e i benefici dei prodotti agro-alimentari campani, con un approfondimento sulla dieta mediterranea e la piramide alimentare.

Inoltre gli alunni del Don Milano sono stati informati del sistema di certificazione della salubrità dei prodotti campani tramite QR CODE CAMPANIA.

Infine gli alunni dell’Istituto hanno compilato il questionario per la valutazione degli stili di vita e le abitudini alimentari.

Anche questa tappa è stata caratterizata dalla grande partecipazione dei giovani studenti e dei docenti.